POS bancario, SmartPOS e SoftPOS: le differenze

Tre modi di accettare una carta. Cambia l’hardware sul banco, cambia quello che sa fare oltre a incassare, e cambia se si paga un canone o solo le commissioni.

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POS bancario, SmartPOS e SoftPOS a confronto: terminale con tastierino, terminale Android e smartphone con carta contactless

Accettare i pagamenti con carta ormai è scontato: il POS, in qualche forma, serve a tutti. Le forme però sono tre, e non sono lo stesso apparecchio con tre nomi: cambia quanto hardware resta sul banco, cambia quello che quell’hardware sa fare oltre a incassare, e cambia come lo si paga.

POS bancario

È il terminale fornito dalla banca o da un acquirer come Nexi o Worldline. Serve a una cosa sola: accettare pagamenti con carta. Ha il lettore per il chip e per la banda magnetica, il contactless, il tastierino PIN fisico e spesso la stampante. Si collega via cavo, WiFi o SIM.

Di norma prevede un canone mensile più le commissioni. È robusto e affidabile, e non fa altro. Il PAX Q58 è un terminale di questo tipo.

SmartPOS

È un terminale di pagamento con sistema operativo Android: un POS che, oltre a incassare, fa girare applicazioni. Sullo stesso apparecchio possono stare il gestionale di cassa, il magazzino, le comande.

L’hardware resta quello certificato: lettore di carte e, spesso, stampante. Costa più di un POS base, ma può prendere il posto di più dispositivi e parlare con il software di cassa. Il Sunmi P2 SE è uno SmartPOS.

SoftPOS

Qui l’apparecchio dedicato non c’è. È un’app che trasforma uno smartphone o un tablet Android, o un iPhone con Tap to Pay, in un terminale contactless usando l’NFC del telefono. In alternativa al cliente si manda un link di pagamento, via mail o WhatsApp, oppure un codice QR da inquadrare.

Il cliente avvicina carta, telefono o smartwatch, e la transazione avviene. I costi d’ingresso sono quasi nulli e spesso si pagano solo le commissioni. TS Pay funziona così.

Quale dei tre

Il criterio non è quale sia il più moderno, ma dove e quanto si incassa.

  • Al banco, con la cassa già in funzione e nient’altro da chiedere al terminale: POS bancario.
  • Un apparecchio solo che faccia anche cassa, magazzino e comande: SmartPOS.
  • Incassi fuori sede, saltuari, o senza voler comprare hardware: SoftPOS.

Le tre strade non si escludono: si può tenere il terminale sul banco e il SoftPOS sul telefono per gli incassi in trasferta.

Qualunque sia la scelta, dal 2026 il POS e il registratore telematico devono risultare collegati: ne abbiamo scritto in Collegamento POS e registratore telematico.

Se non è chiaro quale dei tre convenga, scriveteci: lo vediamo sul vostro caso, guardando dove incassate e con che frequenza.